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	<title>creativamente</title>
	<link>http://creativamente.altervista.org</link>
	<description>un blog creativo che allena la mente</description>
	<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 13:10:29 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Abbiamo aggiunto la doppia</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=118</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=118#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 09:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[grafica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<category><![CDATA[informatica]]></category>

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		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog cresce, i visitatori aumentano e tornano sempre più spesso, le notizie richiedono più spazio e maggiori approfondimenti&#8230;
E così abbiamo &#34;aggiunto la doppia&#34;: nasce creattivamente.it, blog su tre colonne, grafica completamente rinnovata, nuovi strumenti a disposizione degli utenti e presto anche nuove collaborazioni.
Con l&#8217;occasione teniamo a ringraziare tutti coloro che ci hanno seguito, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog cresce, i visitatori aumentano e tornano sempre più spesso, le notizie richiedono più spazio e maggiori approfondimenti&#8230;</p>
<p>E così abbiamo &quot;aggiunto la doppia&quot;: <font size="4">nasce <a href="http://www.creattivamente.it/" target="_blank">creattivamente.it</a>, blog su tre colonne, grafica completamente rinnovata, nuovi strumenti a disposizione degli utenti e presto anche nuove collaborazioni</font>.</p>
<p>Con l&#8217;occasione teniamo a ringraziare tutti coloro che ci hanno seguito, che sono intervenuti, che continuamente ci consigliano e supportano.</p>
<p>Vi aspettiamo sul nostro nuovo spazio, siate creattivi!</p>
<p><a href="http://www.creattivamente.it/" target="_blank"><img width="400" height="77" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/.resized/.resized_400x77_creativamente2008_4_.jpg" alt="creativamente2008_4_.jpg" style="margin: 15px;" /></a></p>
<p>
<p><u><font size="2">Verrete reindirizzati al nuovo sito tra 25 secondi se non volete aspettare cliccate sul logo qui sopra.</font></u> </p></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Concorso fotografico &#8220;Ecofocus&#8221;</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=117</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=117#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 08:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[bando]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Ecofocus è un concorso di fotografia riservato
                a chi ama l’ambiente. 
Si rivolge a tutti gli appassionati di fotografia
                che vorranno, con le loro immagini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<a href="http://www.vadoalminimo.org/ecofocus.php" target="_blank"><img width="400" height="268" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/.resized/.resized_400x268_card.jpg" alt="card.jpg" style="border: 8px solid rgb(240, 240, 240);" /></a></p>
<p class="summary"><a href="http://www.vadoalminimo.org/ecofocus.php" target="_blank">Ecofocus</a> è un concorso di fotografia riservato<br />
                a chi ama l’ambiente. </p>
<p class="summary">Si rivolge a tutti gli appassionati di fotografia<br />
                che vorranno, con le loro immagini, testimoniare aspetti e realtà<br />
                positive nell&#8217;ambito della salvaguardia dell&#8217;ambiente e di comportamenti<br />
                consapevoli utili a diminuire l&#8217;impatto delle attività umane.
              </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Possono partecipare fotografi professionisti e non, e la partecipazione è gratuita.</p>
<p>Il concorso è sudduviso in 5 sezioni:
</p>
<p><strong>a)</strong> riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata
</p>
<p><strong>b)</strong> risparmio energetico e idrico
</p>
<p><strong>c)</strong> turismo responsabile
</p>
<p><strong>d)</strong> mobilità sostenibile
</p>
<p><strong>e)</strong> alimentazione, auto produzione.</p>
<p>Le fotografie, in formato JPEG a 72 dpi, dovranno essere inviate <strong>entro il 31 marzo</strong> a questo indirizzo: ecofocus@vadoalminimo.org insieme al modulo d&#8217;iscrizione. </p>
<p>Per maggiori informazioni ti invito a <a href="http://www.vadoalminimo.org/ecofocus/images/modulo_iscrizione.pdf" target="_blank">scaricare il modulo d&#8217;iscrizione</a> e <a href="http://www.vadoalminimo.org/ecofocus/images/regolamento.pdf" target="_blank">leggere il regolamento ufficiale</a>.</p>
<p>Verranno assegnati i seguenti premi:
</p>
<p>Dalla Commissione di Selezione:
</p>
<p><strong>Primo classificato:</strong> viaggio di turismo comunitario; </p>
<p>SOGGIORNO NEI VILLAGGI DELL’ANTIATLANTE (con pernottamenti presso famiglie berbere) - </p>
<p>MAROCCO – 9 giorni per 2 persone.
</p>
<p><strong>Secondo classificato:</strong> fotocamera digitale NIKON D80 (solo corpo).
</p>
<p><strong>Terzo classificato:</strong> viaggio a tema “Cucina di territorio” - FRAMURA (La Spezia) – 3 giorni per 2 persone.</p>
<p>Dal pubblico:<br />
Macchina fotografica YASHICA EZ 7032Conco</p>
<p><p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bloccare il pc come se fosse la vostra auto</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=116</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=116#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 08:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://creativamente.altervista.org/?p=116</guid>
		<description><![CDATA[
USB PC Lock Pro è un programmino che, abbinato ad una chiavetta USB, vi permette di bloccare il PC proprio come se fosse la vostra automobile.

Installando USB PC Lock Pro, potrete infatti bloccare il PC semplicemente estraendo la chiavetta e, di conseguenza, reinserendola al vostro ritorno per riabilitare l’accesso al computer. 
Di seguito un elenco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.speedapps.com/usbpclock.htm"><img width="300" height="342" style="border: 8px solid rgb(240, 240, 240);" alt="2261589893_5ce52040b3_o.jpg" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/.resized/.resized_300x342_2261589893_5ce52040b3_o.jpg" /><br />
USB PC Lock Pro</a> è un programmino che, abbinato ad una chiavetta USB, vi permette di bloccare il PC proprio come se fosse la vostra automobile.
</p>
<p>Installando <a target="_blank" href="http://www.speedapps.com/usbpclock.htm">USB PC Lock Pro</a>, potrete infatti bloccare il PC semplicemente estraendo la chiavetta e, di conseguenza, reinserendola al vostro ritorno per riabilitare l’accesso al computer. </p>
<p>Di seguito un elenco delle principali funzioni: </p>
<p>1. Bloccare l’accesso al computer<br />2. Impostare automaticamente MSN Messenger (Windows Live Messenger) in modalità away (non al computer)<br />3. Disattivare l’audio<br />4. Attivare e disattivare il registro eventi<br />5. Mettere in pausa una canzone in Windows Media Player (reinserendo la chiavetta USB, si riprende dal punto in cui ci si era fermati)</p>
<p>Potrete attivare solamente le funzioni che vi interessano dal pannello di controllo; l’applicazione è compatibile solamente con sistemi operativi Windows, è completamente gratuita e non deve essere installata sulla chiavetta USB che volete utilizzare come “chiave” per il vostro computer.</p>
<p><em>Via: <a target="_blank" href="http://www.generazione-internet.com/">http://www.generazione-internet.com</a></em>
</p>
<p>
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		</item>
		<item>
		<title>Creati da solo i tuoi poster</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=115</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=115#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 13:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[grafica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://creativamente.altervista.org/?p=115</guid>
		<description><![CDATA[Se vuoi un poster ma non riesci a trovarlo, oppure se sei un disperato megalomane, Rasterbator è la soluzione giusta per te.
Rasterbator è un servizio online, o volendo un softwarino da scaricare, che si occupa di scomporre un&#8217;immagine in vari fogli, fino a formare un megaposter di formato massimo 20 x 20 metri.
Personalmente ho provato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="400" align="left" style="border: 15px solid rgb(240, 240, 240);" alt="9957.jpg" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/.resized/.resized_300x400_9957.jpg" />Se vuoi un poster ma non riesci a trovarlo, oppure se sei un disperato megalomane, <a target="_blank" href="http://homokaasu.org/">Rasterbator</a> è la soluzione giusta per te.</p>
<p><a target="_blank" href="http://homokaasu.org/">Rasterbator</a> è un servizio online, o volendo un softwarino da scaricare, che si occupa di scomporre un&#8217;immagine in vari fogli, fino a formare un megaposter di formato massimo 20 x 20 metri.</p>
<p>Personalmente ho provato la versione stand-alone, gratis, non necessita d&#8217;installazione, interfaccia in italiano, e che guida passo passo l&#8217;utente verso la creazione del proprio poster.</p>
<p>Una volta selezionata l&#8217;immagine di partenza (senza limiti alla dimensione del file) ci viene chiesto il formato e l&#8217;orientamento dei fogli da utilizzare, e successivamente il numero di fogli da affiancare, mostrando così la dimensione che il nostro poster andrà ad avere.&nbsp;</p>
<p>E&#8217; impostabile anche la dimensione dei bordi tra foglio e foglio, così come la possibilità di rasterbizzare a colori o in b/n.</p>
<p>Il risultato sarà un file PDF composto da diverse pagine, pronte per essere stampate con la vostra stampantina o meglio ancora tramite un laboratorio fotografico. &nbsp;</p>
<p>Online anche <a target="_blank" href="http://homokaasu.org/rasterbator/gallery.gas">la galleria</a> con i lavori già stampati, da vedere.</p>
<p>
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		</item>
		<item>
		<title>Fuori dove?</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=114</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=114#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 09:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[bando]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://creativamente.altervista.org/?p=114</guid>
		<description><![CDATA[&#160;
L&#8217;associazione TERRITORI col patrocinio della provincia di Milano organizza un concorso fotografico il cui tema è abitare il disagio mentale a 30 anni dalla legge Basaglia.

La prima edizione del concorso intitolato “Fuori dove?” sarà interamente dedicata al disagio psichico vissuto dagli individui. 
I fotografi potranno inviare le proprie entro la mezzanotte del 12 Aprile 2008. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="432" height="217" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/concorsofuoridove_01.jpg" alt="concorsofuoridove_01.jpg" style="border: 15px solid rgb(240, 240, 240);" />&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;associazione TERRITORI col patrocinio della provincia di Milano organizza un concorso fotografico il cui tema è abitare il disagio mentale a 30 anni dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_180">legge Basaglia.</a></strong></p>
<p><!--adsense-->
<p><strong>La prima edizione del concorso intitolato “Fuori dove?” sarà interamente dedicata al disagio psichico vissuto dagli individui. <br /></strong></p>
<p><strong>I fotografi potranno inviare le proprie entro la mezzanotte del 12 Aprile 2008. </strong></p>
<p><strong>Tutte le<br />
informazioni relative al concorso e alle modalità di partecipazione le<br />
troverete <a href="http://www.menteinsalute.it/pdf/1.pdf">scaricando l’apposito bando</a>. </strong></p>
<p><strong>Il 17 maggio si terrà la premiazione, che vedrà assegnare 1000 € al primo classificato, 500 € al secondo e 200 € al terzo.</strong> </p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Isuu</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=113</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=113#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 13:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[grafica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://creativamente.altervista.org/?p=113</guid>
		<description><![CDATA[ 
&#160;
Isuu è un servizio web gratuito che
permette di convertire file PDF in magazine online 3D che possono venir
sfogliati proprio come riviste cartacee.
Questa applicazione web
permette un veloce upload di qualsiasi file PDF non superiore ai 100 MB
e la personalizzazione delle dimensioni e del colore del background del
viewer flash. La navigazione nelle pagine è molto agevole,infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://issuu.com/casras/docs/chamonix2007/3" target="_blank"><img width="400" height="244" align="left" style="border: 15px solid rgb(240, 240, 240);" alt="isuu.jpg" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/.resized/.resized_400x244_isuu.jpg" /></a> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://issuu.com/">Isuu</a> è un servizio web gratuito che<br />
permette di convertire file PDF in magazine online 3D che possono venir<br />
sfogliati proprio come riviste cartacee.</strong></p>
<p><strong>Questa applicazione web<br />
permette un veloce upload di qualsiasi file PDF non superiore ai 100 MB<br />
e la personalizzazione delle dimensioni e del colore del background del<br />
viewer flash. La navigazione nelle pagine è molto agevole,infatti molte<br />
sono le opzioni di lettura: full screen, zoom, indice<br />
visuale,possibilità di commentare,inviare note via mail e stampare il<br />
documento sono solo alcune delle opzioni presenti in questo ottimo<br />
prodotto web. La ricerca di particolari capitoli in file PDF con un<br />
alto numero di pagine è agevolata dalla possibilità di visualizzare<br />
tutte le pagine del documento in piccole icone in basso allo schermo<br />
sempre visibili all’occorrenza.</strong></p>
</p>
<p>
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</p>
</p>
<p><strong><a href="http://issuu.com/">Issuu</a> è anche una comunità in cui<br />
aggiungere friends,abbonarsi ai loro feed RSS e navigare tra centinaia<br />
di magazine 3D gratuiti e pubblicabili sul proprio sito internet. Unico<br />
neo la limitazione ai file PDF che, si spera sarà presto colmato. <a href="http://issuu.com/">Issuu</a><br />
è un’applicazione molto interessante utile per leggere libri in PDF<br />
molto più agevolmente e rapidamente che con il classico PDF reader.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Calibrare il monitor</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=112</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=112#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 18:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://creativamente.altervista.org/?p=112</guid>
		<description><![CDATA[
Calibrare il monitor è una necessità per tutti coloro che si occupano di grafica, credo in special modo per chi tratta o lavora con fotografie.
Nadir ci intruce all&#8217;argomento con un ottimo articolo:
E chi, dopo aver ritirato le stampe dal
laboratorio, avendole trovate tutto fuor che fedeli a ciò che aveva
messo nel CD, non ha avuto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Calibrare il monitor è una necessità per tutti coloro che si occupano di grafica, credo in special modo per chi tratta o lavora con fotografie.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.nadir.it/index_02.htm" target="_blank">Nadir</a> ci intruce all&#8217;argomento con un ottimo articolo:</strong></p>
<p><span class="testo">E chi, dopo aver ritirato le stampe dal<br />
laboratorio, avendole trovate tutto fuor che fedeli a ciò che aveva<br />
messo nel CD, non ha avuto la tentazione di strozzare lo stampatore? Di<br />
nuovo tutti, credo. Lo stesso laboratorio che per anni ci aveva servito<br />
meravigliose stampe da negativo o da diapositiva, all&#8217;improvviso non ne<br />
azzecca più nemmeno una. Per una volta, però, la colpa non è<br />
dell&#8217;operatore, il quale in barba agli anni che passano e alla vista<br />
che se ne va adotta probabilmente lo stesso procedimento di sempre; il<br />
problema è proprio nelle immagini consegnate su CD. Vediamo dunque di<br />
capire, prima di cambiare laboratorio, cosa è successo e perché.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><img width="500" height="333" border="0" src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/Concha-b.jpg" /></p>
<p><em><span class="testo"><font color="red">Senza una perfetta taratura dell&#8217;insieme macchina/monitor/Photoshop, sarebbe</p>
<p>											impossibile replicare la gamma di toni presente in questa immagine<br />
											Canon EOS 10D e Sigma 20 f/1.8 @ f/22, 1/2 sec, su treppiede RAW 100 ISO.<br />
										</font></span></em></p>
</p></div>
<p><span class="testo"><strong><font color="red">La Camera Oscura Digitale<br />
									</font></strong>Con<br />
questo termine si intende il trattamento fatto alle immagini<br />
digitalizzate, che avviene dopo lo scatto digitale o scansione, prima<br />
della stampa, mediante un computer.<br />Forse la parola &quot;oscura&quot; si<br />
riferisce più ai processi che alla luce, sta di fatto che, una volta<br />
che la nostra immagine è tradotta in un segnale numerico, generato da<br />
uno scanner o da un sensore contenuto in una macchina, l&#8217;unico modo che<br />
abbiamo per verificare il nostro lavoro è attraverso un oggetto spesso<br />
trascuratissimo: il monitor. E&#8217; il monitor, infatti, che ci consente di<br />
ritradurre nuovamente il nostro segnale numerico in luce. Ma come ci<br />
restituisce la luce il nostro monitor è il nocciolo della questione,<br />
poiché se il nostro monitor è solo un pochino troppo&#8230; magenta, per<br />
esempio, la nostra naturale tendenza sarà di compensare questo magenta<br />
con un pochino di verde (l&#8217;opposto del magenta), fino ad ottenere sullo<br />
schermo quel meraviglioso ritratto della nostra fidanzata ove<br />
l&#8217;incarnato, al nostro esperto e criticissimo occhio, ha quel bel<br />
colore rosato che ci piace tanto. Solo che&#8230; una volta che la nostra<br />
immagine va in stampa, il Minilab del laboratorio non sa che il nostro<br />
monitor era troppo magenta, come non sa che per compensare abbiamo<br />
aggiunto verde. Risultato: la fidanzata viene stampata come Hulk, del<br />
quale assumerà anche le sembianze dopo aver visto la stampa. Ecco il<br />
problema nel nostro CD. In fase di trattamento, non abbiamo compensato<br />
l&#8217;immagine, ma il monitor, di fatto sbilanciando una immagine<br />
probabilmente buona.<br /> Vediamo dunque come calibrare adeguatamente il<br />
monitor, per assicurarci che quello che vedremo sullo schermo sia il<br />
più fedele possibile a quello che vedremo poi sulla carta.<br />
							</span></p>
<table width="100%" cellspacing="4" cellpadding="4" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img width="240" height="360" border="0" src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/si-no-b.jpg" /></td>
<td>
<div align="left">
										<p><span class="testo"><em><font color="red">A sinistra fotografia bilanciata con monitor tarato correttamente.<br />
													A destra, invece, con monitor troppo freddo.</p>
<p>La<br />
presenza di una dominante azzurra (ciano) sul cinescopio del monitor ha<br />
portato l&#8217;operatore a sbilanciare nettamente la foto verso il rosso.</p>
<p>													A monitor (starato) il risultato era perfetto.<br />
													Stampato. come appare evidente, no!.<br />
												</font></em></span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div align="left">
<p><span class="testo"><strong><font color="red">Il Monitor<br />
										</font></strong>Esistono<br />
fondamentalmente due tipi di monitor: LCD (Liquid Cristal Display) a<br />
cristalli liquidi, e CRT (Cathode Ray Tube) a tubo catodico, quelli in<br />
vetro, per intenderci. Queste sono le due famiglie principali. Le<br />
stesse si suddividono poi in una miriade di altre. Comunque, fare un<br />
paragone tra le due famiglie è come tentare di comparare le classiche<br />
mele con le altrettanto classiche pere. Quale il migliore? Difficile a<br />
dirsi, ciascuno ha vantaggi e svantaggi. Comunque sia, scegliendo un<br />
monitor piuttosto che l&#8217;altro, cercate di non considerarne l&#8217;aspetto<br />
meramente estetico, ma, visto come strumento di lavoro, il modello che<br />
più si confà alle vostre necessità.<br />Per cominciare, vediamo di dare un&#8217;occhiata alle caratteristiche principali da osservare all&#8217;atto dell&#8217;acquisto:</p>
<p>									<strong>Luminosità</strong><br />
(in inglese Brightness): descrive la quantità di luce bianca che un<br />
monitor è in grado di emettere. Generalmente i monitor LCD posseggono<br />
il doppio di capacità luminosa dei CRT. Fotograficamente parlando<br />
questo non è un aspetto critico, visto che tutti i monitor dovrebbero<br />
essere tarati allo stesso livello di luminosità e questo livello è<br />
facilmente ottenibile sia sui CRT che sugli LCD, poiché, normalmente,<br />
si attesta su di un valore che varia dal 35 al 60% della luminosità<br />
massima.</p>
<p>								</span><span class="testo"><strong>Contrasto</strong><br />
(in inglese Contrast): misura la capacità di un monitor di emettere una<br />
scala di grigi che va dal bianco puro al nero puro. Generalmente i<br />
monitor CRT sono in grado di produrre una scala di grigi maggiore dei<br />
monitor LCD. Questo significa che nei monitor LCD ci saranno più<br />
probabilità di non vedere dettagli nelle ombre, e questo dovrebbe<br />
essere considerato in fase di scelta.</p>
<p>								</span><span class="testo"><strong>Angolo</strong> <strong>di</strong> <strong>visione</strong>:<br />
è l&#8217;angolo in cui un monitor è in grado di mostrare l&#8217;immagine.<br />
Tipicamente i monitor LCD hanno un angolo di visione limitato. Questo<br />
significa che osservando lo schermo lateralmente o dal basso o<br />
dall&#8217;alto potremmo perdere significativamente la visione dell&#8217;immagine.</p>
<p>									<strong>Fedeltà</strong> <strong>dei</strong> <strong>colori</strong>:<br />
è la capacità di riproduzione di colori vividi, brillanti e reali.<br />
Anche qui il CRT la spunta, essendo in grado di produrre una maggior<br />
quantità di colori rispetto agli LCD di oggi&#8230; domani si vedrà.</p>
<p>									<strong>Risoluzione</strong>:<br />
è il numero di pixel che possono essere mostrati contemporaneamente dal<br />
monitor. Anche in questo caso il CRT può ottenere un numero di<br />
risoluzioni maggiori di un LCD, ma, anche in questo caso non è un<br />
grande problema, poiché le risoluzioni standard (quelle consigliate in<br />
funzione della dimensione) sono identicamente supportate da entrambe la<br />
famiglie di monitor.</p>
<p>									<strong>Dimensione</strong><br />
dello schermo: si misura in pollici ed è la diagonale dello schermo. I<br />
monitor LCD sono di dimensioni effettive (per esempio, 17 pollici<br />
rendono 17 pollici) i CRT invece perdono circa un pollice di area utile<br />
(di un 17 pollici in realtà sono usabili/visibili solo 16). Per scopi<br />
fotografici è sicuramente consigliabile un monitor di almeno 17 pollici.</p>
<p>									<strong>Dot</strong> <strong>Pitch</strong>: per capire cos&#8217;è, dobbiamo sapere che un pixel, il quale <strong>non</strong><br />
è l&#8217;unità emettitrice di luce più piccola in un monitor, è composto di<br />
una serie di &quot;dot&quot;, punti, generalmente 9, disposti in 3 file di 3.<br />
Ciascun Dot è in grado di produrre uno solo dei tre colori primari RGB<br />
(Red-Green-Blue: Rosso, Verde e Blu). Dot Pitch è la distanza in<br />
millimetri tra il centro di un Dot ed un altro adiacente ma dello<br />
stesso colore. Minore è il dot pitch, maggiore è la densità di pixel a<br />
parità di superfice e, per conseguenza, migliore la qualità<br />
dell&#8217;immagine visualizzata. Un dot pitch minore di 0,24 mm è caldamente<br />
consigliato. Allo stato attuale della tecnologia, si trovano in<br />
commercio monitor con Dot Pitch minore di 0,21 mm.<br />
								</span></p>
</p></div>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo1.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo"><strong>Trattamento antiriflesso</strong>:<br />
è importante quando si lavora, specialmente in ambienti chiari, per non<br />
avere riflessi che potrebbero distrarre o falsare i colori.</p>
<p>								<strong>Schermo Piatto</strong>:<br />
è una caratteristica che descrive il tipo di schermo nei CRT: piatto,<br />
appunto, o convesso. Per problemi relativi alla geometria delle<br />
immagini, uno schermo piatto è senz&#8217;altro consigliabile. I monitor LCD<br />
sono, ovviamente, solo piatti.</p>
<p>								<strong>Regolazione RGB separata</strong>:<br />
è la possibilità, in un monitor CRT, di controllare ciascuno dei tre<br />
cannoni eletronici RGB che sono usati per produrre l&#8217;immagine che si<br />
vede sullo schermo. Questa caratteristica del monitor è importantissima<br />
per poterlo calibrare con profitto per il trattamento delle immagini<br />
fotografiche. Non tutti i monitor hanno questa possibilità di controllo.</p>
<p>								<strong>Temperatura di colore </strong>selezionabile che includa i 6.500 Kelvin, anche indicata con 65K o 65D.<br />La<br />
temperatura di colore è la descrizione del tono (più caldo o più<br />
freddo) dei colori di una immagine. Si chiama &quot;Temperatura&quot; perché i<br />
toni di colore si misurano in Kelvin (gradi, unità di misura<br />
anglosassone della temperatura) immaginando di riscaldare<br />
all&#8217;incandescenza un corpo nero ipotetico. Immaginiamo un pezzo di<br />
ferro, per capirci. Riscaldandolo molto diventerà incandescente,<br />
passando dal color nero al rosso. Questo accade a temperature<br />
relativamente basse, intorno ai 3000/3500 Kelvin. A queste temperature<br />
i toni di luce emessa dal nostro pezzo di ferro sono da noi percepiti<br />
come i più caldi, rossi, arancioni e gialli. Se continuiamo ad<br />
aumentare la temperatura, la luce emessa dal pezzo di ferro, che sarà<br />
sempre più incandescente, cambierà toni di colore, e i toni che noi<br />
percepiremo saranno sempre più freddi, ovvero verdi prima, per arrivare<br />
agli azzurri e blu intorno ai 9000/9500 Kelvin. Ecco spiegato<br />
l&#8217;apparente controsenso quando si dice che a temperature di colore<br />
maggiori ci si riferisce a colori più freddi e viceversa.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><img width="240" height="183" border="0" src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/controlli_monit.jpg" /></p>
<p><span class="testo"><em><font color="red">Pannello di regolazione della temperatura di colore e dei valori RGB<br />
											dei singoli cannoni elettronici del monitor<br />
										</font></em></span></p>
</p></div>
<p><span class="testo"><strong>Costo</strong>: naturalmente anche il prezzo di un monitor è un parametro da considerare.</p>
<p>								<strong><font color="red">Qual è meglio?</font><br />
								</strong>Personalmente<br />
ritengo i CRT superiori (almeno allo stato attuale della tecnologia) e<br />
sicuramente con un rapporto prezzo/prestazioni superiore. Nonostante<br />
ciò alcuni monitor LCD di punta vantano ottimi risultati nel<br />
trattamento delle immagini, ma con costi ancora molto elevati. I<br />
notebook, i cui monitor LCD integrati, normalmente, non sono di<br />
altíssima qualità, possono essere usati in situazioni logistiche<br />
particolari, quando uno studio di post produzione fisso non è<br />
facilmente (o velocemente raggiungibile). Ma ne è sconsigliabile l&#8217;uso<br />
in sostituzione di un buon sistema da tavolo.</p>
<p>							</span><span class="testo"><strong><font color="red">Scheda Video</font></strong><br />Anche<br />
la scheda video che equipaggia il computer ha un aspetto tutt&#8217;altro che<br />
secondario. Oggigiorno la maggior parte delle schede video in commercio<br />
può essere controllata da applicazioni di calibrazione e <em>profiling </em>(vedremo qui di seguito cosa significa). E&#8217; consigliabile che la scheda video sia equipaggiata con almeno 64 MB di RAM.</p>
<p>							</span><span class="testo"><strong><font color="red">Calibrazione e <em>Profiling</em> del monitor<br />
									</font></strong></span><span class="testo">Il processo di taratura del monitor è composto da due operazioni principali: calibrazione prima e <em>profiling</em><br />
poi. Profiling è un termine tecnico inglese che in italiano sarebbe<br />
&quot;profilare, descrivere il profilo&quot;. Ma così sembra che si stia parlando<br />
di metallurgia, più che di fotografia… dunque evito di tradurlo.<br />
							</span></p>
<p><span class="testo">La<strong> calibrazione</strong><br />
è l&#8217;operazione che ci permette, usando i controlli del monitor ed una<br />
serie di strumenti software e /o hardware, di regolare luminosità,<br />
contrasto e bilanciamento colore del nostro monitor nel modo più<br />
accurato possibile. Queste operazioni cambiano il comportamento fisico<br />
del monitor, non sono solo una mera compensazione software. E&#8217;<br />
importantissimo che questa operazione sia eseguita con il massimo<br />
rigore possibile, poiché il profilo del monitor che genereremo subito<br />
dopo non risulti in significativi mutamenti nei colori, quando apriremo<br />
le nostre immagini in un software tipo Photoshop. A questo proposito,<br />
da qui in avanti mi rifarò a questo software della Adobe come<br />
riferimento. Questo non significa che non esistano altri software degni<br />
di nota nel panorama mondiale, ma Photoshop è sicuramente lo standard<br />
per il trattamento digitale delle immagini e, aspetto per noi<br />
importantissimo, è in grado di interpretare i profili di colore<br />
generati da altri software.<br />
								Il<strong> <em>profiling</em></strong> è<br />
l&#8217;operazione che ci consente di memorizzare il profilo esatto del<br />
nostro monitor calibrato, ovvero è la memorizzazione di una tabella di<br />
valori numerici che, una volta passati alla scheda video, garantirà che<br />
i colori mostrati dal nostro monitor siano fedeli ed accurati. In altre<br />
parole, in questa tabella sono presenti valori che &quot;spiegano&quot;alla<br />
scheda video di quale segnale il nostro monitor ha bisogno per<br />
riprodurre esattamente un determinato colore. Questo profilo è tipico e<br />
caratteristico di ogni monitor, una sorta di impronta digitale. Ecco<br />
perché è importante fare calibrazione e <em>profiling</em> del nostro<br />
specifico monitor: è quasi impossibile che monitor identici, dello<br />
stesso modello e marca, anche se dello stesso lotto di produzione,<br />
abbiano lo stesso profilo. Inoltre queste operazioni devono essere<br />
ripetute frequentemente, almeno una volta al mese, poiché i componenti<br />
elettronici sono soggetti ad una certa deriva, con la risultante<br />
perdita, lenta ma costante, della calibrazione.</p>
<p>							</span><span class="testo"><strong><font color="red">Ancora un paio di concetti<br />
									</font></strong></span><span class="testo">Prima<br />
di addentrarci nella pratica della calibrazione, dobbiamo capire ancora<br />
un paio di concetti e relativi termini tecnici, poiché ci ritroveremo<br />
ad avere a che fare con loro durante l&#8217;uso degli strumenti di<br />
calibrazione.</p>
<p>								<strong>Gamma</strong> è una parola che<br />
si riferisce alla luminosità dei mezzi toni sullo schermo. Generalmente<br />
ci si riferisce a Gamma 1.8 per i Macintosh e Gamma 2.2 per i sistemi<br />
su Windows. E&#8217; da notare che esistono ragioni storiche più che pratiche<br />
per giustificare questa differenza di valori tra Win e Mac.<br />Quale<br />
usare? In breve, la risposta dipende dal proprio ambiente di lavoro e<br />
dalle proprie esigenze. E&#8217; buona norma informarsi su quale sia il<br />
valore di gamma usato dal nostro laboratorio di fiducia e regolarsi di<br />
conseguenza. In teoria, per esigenze fotografiche andrebbe impostato<br />
1.8 visto che le tipografie serie, le case editrici ed i laboratori<br />
digitali professionali usano prevalentemente sistemi Mac, impostati<br />
probabilmente a questo valore; mentre per il video è meglio 2.2 (che<br />
non a caso è anche il valore della TV). Ma queste sono indicazioni di<br />
massima: se, ad esempio, il proprio flusso di lavoro prevede di<br />
dialogare in prevalenza con sistemi Windows, è meglio usare 2.2 anche<br />
se si ha un Mac. E viceversa se magari si ha un PC ma il service<br />
digitale cui ci si rivolge lavora in ambiente Mac.</p>
<p>								<strong>Punto di bianco</strong><br />
invece definisce il colore del bianco del monitor. Sembra quella<br />
barzelletta del matto che chiedeva di che colore era il cavallo bianco<br />
di Garibaldi&#8230; Il punto è che un bianco, come abbiamo visto parlando<br />
della temperatura di colore, può essere più caldo o più freddo, a<br />
seconda se presenti una temperatura di colore minore o maggiore.<br />
Inoltre la temperatura di colore del bianco dipende anche dal tipo di<br />
supporto. Per esempio, per la stampa su carta il bianco è definito a<br />
5000 K perché la luce standard che si usa per la valutazione dello<br />
stampato ha tipicamente questo valore. In questo caso si misura la<br />
temperatura di colore della lampada, non potendo la carta di per sé<br />
emettere luce. Per ciò che riguarda i monitor è consigliabilissima, per<br />
gli scopi fotografici che ci proponiamo, una regolazione della<br />
temperatura di colore del bianco a 6500 K poiché questo valore è il più<br />
prossimo al valore del bianco neutro della maggior parte dei monitor.<br />
Questa regolazione è normalmente presente nei monitor moderni, nelle<br />
funzioni di setup. Anche se a logica potrebbe sembrare corretto tarare<br />
il monitor a 5000 K, la stessa temperatura di colore della carta su cui<br />
stamperemo, questo sarebbe un errore. Infatti questa taratura del<br />
monitor lo renderà piuttosto giallognolo e comunque l&#8217;immagine<br />
visualizzata non sarà aderente alle stampe su carta che verranno<br />
prodotte, anche se queste ultime saranno viste sotto una luce a 5.000<br />
K. Questa apparente discrepanza dipende dal mezzo fisico differente,<br />
carta e monitor infatti hanno evidentemente dei modi ben differenti di<br />
presentarci la stessa immagine. Questo è un punto importante, poiché i<br />
monitor vengono consegnati con la temperatura di colore preselezionata<br />
in fabbrica, attorno ai 9000/9300 K.</p>
<p>								<em><font color="red"><strong>Attenzione</strong>:<br />
se già siete abituati al monitor tarato attorno ai 9000 K, valore di<br />
fabbrica, abbassando la temperatura di colore a 6.500 K vi sembrerà<br />
tutto giallo. Questo è normale e dipende dal vostro cervello, che dovrà<br />
riabituarsi ad un bianco differente. Ma, superata questa impressione<br />
iniziale, dopo pochi giorni di uso non farete più caso alla differenza<br />
poiché il vostro cervello si sarà abituato al nuovo bianco, a tutto<br />
vantaggio delle stampe che farete.<br />
									</font></em><br />
							</span><span class="testo"><strong><font color="red">Bianco così bianco che più bianco non si può<br />
									</font></strong></span><span class="testo">Avrete<br />
capito che uno dei segreti per ottenere colori fedeli è il bianco.<br />
Vediamo allora quali sono le fasi pratiche per una corretta<br />
calibrazione del monitor.</p>
<p>							</span><span class="testo">Lo scopo finale della calibrazione e del <em>profiling</em> è, come abbiamo visto, creare un file che conterrà una tabella (LUT = <em>Look Up Table</em>)<br />
i cui valori diranno alla scheda video quali segnali dovrà emettere per<br />
fare in modo che un determinato colore possa essere emesso<br />
correttamente dal monitor. Per creare questa tabella, che da ora<br />
chiameremo con il suo nome proprio, LUT, dovremo ricorrere a strumenti<br />
hardware e software specifici.</p>
<p>E&#8217; bene chiarire subito<br />
una cosa: non è possibile calibrare alla perfezione il monitor senza un<br />
colorimetro elettronico (detto anche &quot;sonda&quot; o &quot;sensore&quot;) che,<br />
applicato allo schermo, legga realmente l&#8217;immagine restituita dal<br />
monitor. Questo colorimetro elettronico ha un costo che oggi è del<br />
tutto ragionevole: ne esiste un modello, lo Spider della ColorVision<br />
(www.colorvision.com), che è venduto a circa 100 US$. Consiglio una<br />
visita anche ai vari B&amp;H, Adorama ecc., visto che usualmente hanno<br />
prezzi molto competitivi. Insomma, poche scuse: fatevi un regalo utile,<br />
comprate questo od un altro colorimetro elettronico e calibrate<br />
definitivamente il vostro monitor, automaticamente ed in pochi minuti,<br />
levandovi di torno il problema per sempre.<br />Per chi fosse resistente<br />
all&#8217;acquisto, posso elencare almeno altre 5 soluzioni software, alcune<br />
delle quali addirittura gratuite, ma che, portroppo, devono contare<br />
sugli occhi di chi sta facendo la calibrazione per creare la LUT.<br />
Sfortunatamente, a meno che non siate Superman, la capacità del nostro<br />
occhio di discernere tra i vari colori è abbastanza limitata, non<br />
paragonabile assolutamente all&#8217;occhio elettronico di un sensore<br />
specifico. In altre parole, la LUT risultante non sarà mai perfetta.<br />
Vediamo dunque come operare nei due modi, con il colorimetro<br />
elettronico e senza. Alcuni punti sono in comune ad entrambe le<br />
procedure:<br />
							</span></p>
<ul>
<li><span class="testo"><strong>Primo</strong>:<br />
l&#8217;area di lavoro, la scrivania, il desktop, chiamatelo come volete.<br />
Togliete la foto della fidanzata o del figlio, via anche il bucolico<br />
paesaggio scattato nelle ultime vacanze e sostituite il tutto con un<br />
&quot;bel&quot; grigio neutro. Questo per due ragioni: risparmiare i reofori<br />
dello schermo, i quali, in questo modo, avranno una resa uniforme, e<br />
non avere elementi di disturbo durante il lavoro.<br />
								</span>
							</li>
<li><span class="testo"><strong>Secondo</strong>:<br />
lasciate acceso il monitor per almeno mezz&#8217;ora prima di procedere alla<br />
calibrazione (e sempre mezz&#8217;ora prima di cominciare a lavorare). Questo<br />
neutralizzerà eventuali derive termiche dei componenti elettronici del<br />
monitor, sia esso CRT o LCD.<br />
								</span>
							</li>
<li><span class="testo"><strong>Terzo</strong>:<br />
pulite accuratamente il monitor, usando prodotti specifici. Non usate<br />
alcool denaturato o altri detergenti. Al massimo, per i CRT, alcool<br />
isopropilico, quello usato per pulire le testine magnetiche; lo trovate<br />
nei negozi di elettronica. Una buona idea per i CRT è anche la<br />
soluzione che usiamo per pulire i vetri degli obiettivi, da usarsi in<br />
piccole quantità su di un panno molto morbido o cotone idrofilo reso<br />
ben gonfio di aria e poi passato delicatamente sullo schermo. Mai<br />
spruzzare liquidi direttamente sul monitor. Per gli LCD non me la sento<br />
di consigliare alcun liquido, ma solo un panno morbidissimo o cotone<br />
idrofilo molto gonfio di aria, passato a secco con molta delicatezza e<br />
solo verticalmente sullo schermo. Qualcuno suggerisce l&#8217;uso di una<br />
soluzione al 50% di acqua distillata e alcool isopropilico. Non l&#8217;ho<br />
mai usata, se credete potete tentare, ma a vostro rischio e pericolo.<br />
Mai usare materiali abrasivi (carta, normale o igienica che sia;<br />
unghie, spugne o altre invenzioni estemporanee): gli LCD sono<br />
delicatissimi, ma anche i CRT non sono da meno, visto che gli schermi<br />
moderni sono rivestiti da un sottile strato antiriflesso che si<br />
danneggia facilmente. Per togliere solo la polvere usate un pennello<br />
molto morbido, io uso un pennellone da <em>make up</em> in martora<br />
rubato tempo fa a mia moglie. Evitate di toccare il monitor con le<br />
dita. Lavorando è quasi istintivo indicare questo o quel particolare al<br />
cliente o all&#8217;amico, sparando l&#8217;indice sullo schermo. Le impronte<br />
digitali sono tra le cose peggiori da togliere, sopratutto dagli LCD.<br />
								</span>
							</li>
<li><span class="testo"><strong>Quarto</strong>:<br />
mettetevi nella situazione di luce ambiente nella quale siete abituati<br />
a lavorare. Idealmente l&#8217;ambiente di lavoro dovrebbe essere, in<br />
penombra e senza luci dirette. Se ci sono finestre nei dintorni curate<br />
che siano di fronte a voi, non alle vostre spalle, altrimenti i<br />
riflessi vi giocheranno brutti tiri. Per i professionisti o per i<br />
maniaci, ricordate che anche il colore degli abiti e delle pareti della<br />
stanza possono influenzare la calibrazione e la visione.<br />
								</span>
							</li>
<li><span class="testo"><strong>Quinto</strong>, mettiamo il contrasto del monitor, usando l&#8217;apposito comando, al massimo.<br />
								</span>
							</li>
<li><span class="testo"><strong>Sesto</strong>, regoliamo la temperatura di colore del monitor a 6.500 K.<br />
								</span>
						</li>
</ul>
<p><span class="testo">Terminata la parte comune, vediamo dunque le calibrazioni con e senza colorimetro elettronico.<br />
								<strong><br />
									<font color="red">Con il colorimetro elettronico</font><br />
								</strong>Fatto<br />
tutto quanto sopra, apriamo la confezione con il colorimetro<br />
elettronico, installiamo il software di calibrazione e infiliamo il<br />
cavo del colorimetro in una delle porte USB. Accortezza: il colorimetro<br />
elettronico è meglio che sia collegato direttamente al computer, non ad<br />
uno hub USB. E&#8217; anche buona norma scollegare tutto quello che potrebbe<br />
dare conflitto sulle altre porte USB. Per questa calibrazione uso un<br />
colorimetro elettronico Spider Colorvision ed il software Optical della<br />
Pantone-Colorvision. Anche se mi riferisco a questi ultimi,<br />
praticamente tutti gli altri prodotti in commercio hanno un workflow<br />
simile.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><img width="358" height="315" border="0" src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/pantonecolorvision.jpg" /></p>
<p><span class="testo"><em><font color="red">Il<br />
software di calibrazione Optical della Colorvision, con la finestra di<br />
Precalibrazione che indica la corretta posizione ove collocare il<br />
sensore tramite le apposite ventose.<br />
										</font></em></span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Come<br />
prima cosa, se usiamo Photoshop, annulliamo l&#8217;avvio automatico di Adobe<br />
Gamma Loader (solitamente presente nel menu Esecuzione Automatica, su<br />
Windows). Lanciamo dunque il software di calibrazione. Quando<br />
richiesto, regoliamo contrasto e luminosità come suggerito dal<br />
programma. Ancora quando richiesto, applichiamo il colorimetro<br />
elettronico con le apposite ventose al CRT o appendiamolo sopra l&#8217;LCD<br />
con l&#8217;ausilio del contrappeso in dotazione, nella posizione che il<br />
software ci richiederà. Clicchiamo su OK ed il software inizierà la<br />
sequenza di calibrazione, che consiste nell&#8217;emissione da parte del<br />
monitor, davanti al colorimetro elettronico, di una serie di colori<br />
prestabiliti e di una scala di grigi molto accurata. Ma cosa sta<br />
succedendo? Semplice: questi colori prestabiliti, i cui valori RGB sono<br />
noti al software, vengono letti sullo schermo dal colorimetro<br />
elettronico e, attraverso la porta USB, ripassati nuovamente al<br />
software. Per differenza tra il colore emesso dal software verso il<br />
monitor e quello che il monitor realmente emette, a sua volta letto dal<br />
colorimetro, viene creata la LUT.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><img width="350" height="285" border="0" src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/colorimetro_al_lavoro.jpg" /></p>
<p><span class="testo"><em><font color="red">Il colorimetro al lavoro sul monitor<br />
										</font></em></span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Una<br />
volta completata la sequenza di colori e grigi, il software di<br />
calibrazione provvede a creare un profilo specifico compensato, neutro,<br />
senza dominanti di colore, basato sulla LUT appena calcolata. Questo<br />
profilo sarà caricato ad ogni accensione del sistema, e dirà alla<br />
scheda video quali segnali emettere per poter aver un monitor<br />
colorimetricamente perfetto. Il profilo prodotto sarà basato sugli<br />
standard ICC/ICM, rendendo comprensibile la colorimetria del monitor<br />
anche alla maggior parte dei sistemi operativi (Mac o Win) e, più<br />
importante, a tutti i software che, come Photoshop, sono in grado di<br />
interpretarli. Questo garantirà, da ora in avanti, che l&#8217;incarnato<br />
della fidanzata che vediamo sullo schermo in Photoshop sia proprio<br />
quello.<br />
							</span></p>
<p><span class="testo"><strong><font color="red">Senza il colorimetro elettronico</font><br />
								</strong>A<br />
costo di ripetermi: i nostri occhi, per quanto giovani e buoni siano,<br />
non raggiungeranno mai la precisione di un colorimetro: sono troppo<br />
soggettivi. Ma per chi non possiede e/o proprio non vuole acquistare il<br />
sensore e relativo software, esistono altre possibilità. Su Macintosh<br />
ci si affida solitamente ad una utility apposita inclusa nel sistema<br />
operativo, ColorSync. Su Windows si può usare Adobe Gamma, una utility<br />
di calibrazione fornita in bundle con Adobe Photoshop ed installata<br />
automaticamente insieme ad esso.<br />Dal Pannello di controllo lanciamo<br />
dunque Adobe Gamma: ci troveremo davanti la finestra seguente (le<br />
istruzioni d&#8217;ora in avanti si riferiranno ad Adobe Gamma su Windows, ma<br />
sono sostanzialmente applicabili anche all&#8217;utility Apple ColorSync).<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo2.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<div align="left">
<p><span class="testo">E noi sceglieremo Step By Step. Clicchiamo indi su Next.<br />
								</span></p>
</p></div>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo3.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Ci<br />
apparirà la finestrella qui sopra, la quale ci chiede di identificare<br />
inequivocabilmente con un nome il profilo che stiamo per creare, in<br />
modo da essere riconoscibile nelle applicazioni che lo leggeranno.<br />
Scriveremo il nome del profilo creato tipo &quot;mio monitor data&quot;. Il nome<br />
non è molto importante, ma la data sì, visto che è consigliabile rifare<br />
la calibrazione almeno una volta al mese. Esiste anche un pulsante Load<br />
per caricare e modificare profili preesistenti. Diamogli dunque un nome<br />
e clicchiamo su Next.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo4.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Questo<br />
è il primo passo per la calibrazione. Usando i controlli del monitor,<br />
portate (nel caso non lo aveste fatto prima) il contrasto al massimo<br />
possibile. Di seguito, con il controllo della luminosità andate a zero<br />
e lentamente risalite fino a quando il quadrato centrale grigio, nel<br />
nero, non appare. Deve essere al limite minimo della visibilità. In<br />
caso di dubbi tornate con la luminosità a zero e risalite nuovamente.<br />
Fatto ciò, cliccate su Next.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo5.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Basandosi<br />
sul profilo attuale, Adobe Gamma tenta di capire quali sono i fosfori<br />
specifici del monitor collegato. Nel caso in cui insieme al monitor ci<br />
fosse stato fornito un dischetto di installazione a suo tempo<br />
installato, nel menu troveremo il profilo esatto del nostro monitor.<br />
Alternativamente avremo due scelte possibili:<br />
							</span></p>
<ul>
<li><span class="testo">Trinitron<br />
(tipico dei monitor Sony): è facilmente identificabile per la presenza<br />
di due sottilissime righe orizzontali nella parte alta ed in quella<br />
bassa dello schermo. Queste due righe orizzontali in realtà sono<br />
disturbi generati da due fili della dimensione di un capello che<br />
passano all&#8217;interno del tubo catodico. Questi due fili minuscoli sono<br />
unici nei cinescopi Trinitron e li identificano inequivocabilmente.<br />
								</span>
							</li>
<li><span class="testo">In<br />
tutti gli altri casi sceglieremo P22-EBU, un profilo generico, ma che<br />
ben si adatta alla maggior parte dei fosfori dei monitor in commercio.<br />
								</span>
						</li>
</ul>
<p>						<span class="testo">Clicchiamo su Next.<br />
						</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo6.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">E qui arriva il bello. Solo chi ha provato sa cosa vuole dire calibrare a occhio&#8230;<br />
Questa finestra consente di calibrare i mezzi toni. Scelto dunque di<br />
lavorare con un singolo gamma (opzione in alto), cominciamo a muovere<br />
il cursore orizzontale fino a quando il quadrato centrale sembri<br />
dissolversi dentro quello maggiore con le righine orizzontali. A parole<br />
è facile…<br />
								Alcuni trucchi per facilitare il compito:<br />
							</span></p>
<ul>
<li type="disc"><span class="testo">Guardate il monitor in penombra (chudete le imposte se è il caso).<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Posizionatevi<br />
ad una distanza di circa 2 metri dal monitor o ad una distanza tale da<br />
quasi non vedere più le righine del quadrato maggiore.<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Fissate il quadrato centrale tentando di non chiudere le palpebre.<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Fissatelo a lungo muovendo lentamente il cursore avanti ed indietro.<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Il quadrato centrale tenderà a divenire più scuro andando con il cursore a sinistra e più chiaro andando a destra.<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Il<br />
punto esatto è quella minuscola frazione di spazio ove non è né chiaro<br />
né scuro paragonato con il quadrato maggiore con le righe.<br />
								</span></p>
</li>
</ul>
<p>						<span class="testo">Quando avete finito, non cliccate su Next: deselezionate invece l&#8217;opzione Single Gamma Only.<br />
						</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo7.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Questo<br />
è il vero punto critico. Usando i trucchi di prima, fate la stessa<br />
regolazione in ciascuno dei tre quadrati dei colori primari.<br />
Personalmente trovo il blu piuttosto difficile, altri hanno maggiori<br />
difficoltà con il verde; ma perseverate, perché la precisione del<br />
profilo che stiamo creando dipende in gran parte da questa regolazione,<br />
che serve a neutralizzare le dominanti del monitor.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo8.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Terminato<br />
di &quot;dissolvere&quot; i tre quadratini colorati, impostiamo il Gamma<br />
desiderato, sulla base dei ragionamenti fatti in precedenza. Adesso<br />
possiamo cliccare su Next.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo9.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Tra<br />
le varie fasi in comune (cioè da fare sia con che senza la sonda) c&#8217;era<br />
già l&#8217;indicazione di impostare il monitor a 6500 Kelvin. Anche in<br />
questa finestrella collocheremo tale valore, in modo da istruire la<br />
scheda video a comportarsi di conseguenza. Volendo è possibile<br />
scegliere anche valori diversi, ma 6500 Kelvin è una temperatura di<br />
colore universalmente riconosciuta come ideale per lavorare con i<br />
monitor. Inoltre, a valori diversi, la scheda video potrebbe essere<br />
forzata a lavorare al limite delle sue possibilità, con comportamenti<br />
imprevedibili.<br />
							</span></p>
<div align="center">
<p><span class="testo"><img src="http://www.nadir.it/tec-crea/calibrare-monitor/articolo10.jpg" /><br />
								</span></p>
</p></div>
<p><span class="testo">Fine<br />
della calibrazione. Cliccando in After e Before vedremo gli effetti<br />
della nuova LUT che abbiamo appena generato. Se siamo soddisfatti del<br />
risultato, clicchiamo su Finish, altrimenti possiamo ritornare sui<br />
nostri passi con il tasto Back.</p>
<p> Cliccando su Finish,<br />
ci verrà presentata una finestra attraverso la quale potremo salvare il<br />
nostro profilo con nome e data della prima finestra di questa<br />
procedura. Il profilo di colore verrà automaticamente caricato da Adobe<br />
Gamma Loader ogniqualvolta accenderemo il nostro computer.</p>
<p>								I profili creati, con o senza colorimetro elettronico, vengono salvati qui:<br />
							</span></p>
<ul>
<li type="disc"><span class="testo">Windows 98, 98 Seconda edizione e ME: cartella windows\system\color<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Windows 2000 e XP: cartella system32\spool\drivers\color<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Mac OS 9.x: i profili ColorSync si trovano nella Cartella sistema/Profili ColorSync<br />
								</span></p>
</li>
<li type="disc"><span class="testo">Mac OS X: i profili ColorSync si trovano nella cartella Library/ColorSync/Profili<br />
								</span></p>
</li>
</ul>
<p><span class="testo">Esistono<br />
molti altri software in grado di fare lo stesso lavoro di Adobe Gamma,<br />
ma l&#8217;unico gratuito che ritengo proponibile è composto dalla coppia<br />
Quick Monitor Profile e Quick Gamma Loader, reperibili alla URL<br />
http://shaderlab.com .</p>
<p>								Con il colorimetro elettronico invece abbiamo una buona scelta:<br />
							</span></p>
<ul>
<li><span class="testo"><a href="http://www.gretagmacbeth.com/" target="_blank">GretagMacbeth</a> <font color="#0000ff"><br />
									</font></span>
							</li>
<li><span class="testo"><a href="http://www.colorvision.com/" target="_blank">ColorVision</a><font color="#0000ff"><br />
									</font></span>
							</li>
<li><span class="testo"><a href="http://www.monacosys.com/" target="_blank">Monaco Systems</a> <font color="#0000ff"><br />
									</font></span>
							</li>
<li><span class="testo"><a href="http://www.praxisoft.com/" target="_blank">PraxiSoft</a><br />
								</span>
						</li>
</ul>
<p><span class="testo">Bene,<br />
abbiamo fatto il primo passo. La teoria e la pratica del colore<br />
coinvolgono necessariamente anche Photoshop, la stampante, la macchina<br />
fotogràfica digitale e/o lo scanner. Ma per il momento fermiamoci qui,<br />
con la fidanzata felice di avere ritratti finalmente corretti.</p>
<p>								Michele Ronchi © 01/2005<br />
							</span></p>
<p><span class="testo">N.B. Per una panoramica sugli aspetti teorici del colore, si può consultare <strong><a href="http://www.nadir.it/tec-crea/d_tutti-i-colori.htm">questo</a></strong> articolo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alla coppia di software proposta nell&#8217;articolo vorrei aggiungere anche il buon <a href="http://www.eizo.it/supporto/downloads/eizo-monitor-test.html" target="_blank">EIZO test monitor</a>, gratuito, ci accompagna in 24 step alla calibrazione del nostro schermo. La procedura si esegue senza difficoltà in 5 minuti, i risultati non sono certo paragobabili a quelli ottenuti con un colorimetro,&nbsp; ma comunque meglio che impostare come valori di luminosità e contrasto i numeri della ruota di bari.</strong></p>
<p><p>
<!--adsense--></p>
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		<title>Deskslide</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=111</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=111#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 15:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
&#160;
Ovvero, cambiare l&#8217;immeagine del desktop in automatico.
Se spesso avete voglia di cambiare l&#8217;immagine di sfondo, e soprattutto se volete un pizzico di casualità quando vi sedete davanti allo schermo, questo è il software che fa per voi.
&#160;Deskslide è free, leggero, e non fa altro che mostrare a rotazione le immagini contenute nella cartella che indicherete.
Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.deskslide.com/index.php"><img width="100" height="120" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/monitor.gif" alt="monitor.gif" style="border-style: solid; border-color: rgb(250, 250, 250) rgb(255, 255, 255) rgb(255, 255, 255); border-width: 8px;" /></a>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ovvero, cambiare l&#8217;immeagine del desktop in automatico.</p>
<p>Se spesso avete voglia di cambiare l&#8217;immagine di sfondo, e soprattutto se volete un pizzico di casualità quando vi sedete davanti allo schermo, questo è il software che fa per voi.</p>
<p>&nbsp;<br /><a href="http://www.deskslide.com/index.php" target="_blank">Deskslide</a> è free, leggero, e non fa altro che mostrare a rotazione le immagini contenute nella cartella che indicherete.</p>
<p>Tra le varie impostazioni presenti, naturalmente c&#8217;è il tempo di permanenza delle immagini e le opzioni per il ridimensionamento automatico.</p>
<p>Niente di speciale, però è carino, dà un pò di brio al pc, non appesantisce il sistema.</p>
<p></p>
<p>
<p><!--adsense--></p>
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		<title>Concorso logo per La Fondazione Casa delle regioni del Mediterraneo</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=110</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=110#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 07:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[grafica]]></category>

		<category><![CDATA[bando]]></category>

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		<description><![CDATA[Un concorso internazionale per la creazione del logo della fondazione Casa delle regioni del Mediterraneo’. In palio una somma di 4.000 euro.

Sono stato contattato da Oriana Picciolini, della segreteria della
Fondazione ‘Casa delle regioni del Mediterraneo’, per pubblicare su
questo blog l’iniziativa intitolata “Una bandiera per il Mediterraneo”.
Sono ben lieto di diffondere questa interessante iniziativa dedicata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un concorso internazionale per <strong>la creazione del logo</strong> della fondazione Casa delle regioni del Mediterraneo’. In palio una somma di 4.000 euro.</p>
<p><span id="more-490"></span></p>
<p>Sono stato contattato da Oriana Picciolini, della segreteria della<br />
Fondazione ‘Casa delle regioni del Mediterraneo’, per pubblicare su<br />
questo blog l’iniziativa intitolata “Una bandiera per il Mediterraneo”.</p>
<p>Sono ben lieto di diffondere questa interessante iniziativa dedicata a <strong>creativi grafici ed esperti</strong>.</p>
<p>Ecco cosa mi è stato gentilmente segnalato:</p>
<p>la Fondazione Casa delle regioni del Mediterraneo  ha organizzato un bando di concorso internazionale per<strong> la creazione del suo marchio/logotipo</strong>.</p>
<h3>In palio una somma di 4.000 euro.</h3>
<p>L’iniziativa, intitolata “<strong>Una bandiera per il Mediterraneo</strong>”, si rivolge ai giovani creativi appartenenti alle regioni che si affacciano sul nostro comune mare.</p>
<p>La Fondazione Casa delle regioni del Mediterraneo, che ha sede nella<br />
prestigiosa villa Piccolomini di Roma, è nata da un’iniziativa del<br />
presidente della Regione Lazio, Pietro Marrazzo, oltre un anno fa con<br />
un obiettivo ambizioso: dare un segnale forte di pace, di apertura e di<br />
dialogo.</p>
<h3>Descrizione del bando.</h3>
<p>La Fondazione Casa delle regioni del Mediterraneo volendo dotarsi di<br />
un marchio/logotipo distintivo bandisce un concorso internazionale<br />
riservato ai giovani di età compresa <strong>trai 20 e i 35 anni</strong><br />
che siano in possesso della cittadinanza di uno dei Paesi che si<br />
affacciano sul Mediterraneo ( Italia, Albania, Algeria, Bosnia<br />
Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Libano,<br />
Libia, Malta, Marocco, Montenegro, Principato di Monaco, Siria,<br />
Slovenia, Spagna, Territori Autonomi Palestinesi, Tunisia, Turchia).</p>
<p><strong>Il marchio/logotipo deve:</strong></p>
<blockquote><p>essere compreso da tutte le popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo;</p>
<p>evocare i tratti distintivi della Fondazione;</p>
<p>essere composto da immagini o elementi simbolici e regione sociale  o acronimo.</p>
</blockquote>
<h3>Data di scadenza: 1 marzo 2008</h3>
<p>Il marchio/logotipo  vincitore sarà selezionato<strong> entro il 22 marzo’08</strong>,<br />
in maniera insindacabile da un’apposita giuria, presieduta dal<br />
presidente della Regione Lazio, Pietro Marrazzo. I membri della giuria<br />
sono: Pietro Marrazzo, Alberto Abruzzese, Michele Achilli, Valerio<br />
Eletti, Guido Fabiani, Paolo Fiorucci.</p>
<p>L’ideatore del marchio/logotipo prescelto <strong>riceverà una somma di 4.000</strong><br />
(quattromila) euro comprensiva delle cessione dei diritti della<br />
Fondazione a utilizzare in maniera esclusiva e a tempo illimitato<br />
l’opera. Nessun riconoscimento sarà attribuito agli altri partecipanti.</p>
<p><strong>Il vincitore del concorso</strong> sarà premiato dal<br />
presidente della Regione Lazio, Pietro Marrazzo, durante una cerimonia<br />
che si terrà ad aprile a villa Piccolomini a Roma.</p>
<p>Il bando pubblicato in italiano, arabo, francese ed inglese sul sito: <a rel="tag" target="_blank" title="collegamento esterno al sito" href="http://www.caremediterraneo.org/"><strong>Caremediterraneo.org</strong></a>.</p>
<p><strong><a target="_blank" title="collegamento esterno al file in pdf" href="http://www.caremediterraneo.org/pdf/bando%20italiano.pdf">Il pdf del testo completo del bando in italiano</a></strong>.</p>
<p>Per qualsiasi informazione potete contattare:</p>
<blockquote><p><strong>Oriana Picciolini</strong><br />
Segreteria Fondazione: Casa delle regioni del Mediterraneo.</p>
<p>Via Aurelia Antica, 164 00165 Roma<br />
Tel. 06.39.36.551<br />
Fax: 06.39.67.4140<br />
e-mail: segreteria@caremediterraneo.org</p>
</blockquote>
<p><strong></strong></p>
<p><!--adsense--></p>
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		<title>Feeldude</title>
		<link>http://creativamente.altervista.org/?p=109</link>
		<comments>http://creativamente.altervista.org/?p=109#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 23:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcogiallo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[grafica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://creativamente.altervista.org/?p=109</guid>
		<description><![CDATA[
Una quindicina di giorni fa ho scoperto Feeldude, un negozio online di t-shirt.
Oltre che un negozio è però anche una community di grafici ed appassionati, ma soprattutto uno spazio in cui cimentarsi in appassionanti GAMES.
La formula è semplice: invii le tue grafiche al sito, ogni settimana ne vengono scelte 8, di autori differenti, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.feeldude.com/?p=e&amp;m=113" target="_blank"><img width="400" height="400" src="http://creativamente.altervista.org/wp-content/uploads/.resized/.resized_400x400_ford.jpg" alt="ford.jpg" style="border: 8px solid rgb(255, 255, 255);" /></a></p>
<p><strong>Una quindicina di giorni fa ho scoperto <a href="http://www.feeldude.com/index.php?p=sf" target="_blank">Feeldude</a>, un negozio online di t-shirt.</strong></p>
<p><strong>Oltre che un negozio è però anche una community di grafici ed appassionati, ma soprattutto uno spazio in cui cimentarsi in appassionanti GAMES.</strong></p>
<p><strong>La formula è semplice: invii le tue grafiche al sito, ogni settimana ne vengono scelte 8, di autori differenti, che si sfideranno a colpi di voti e commenti per i successivi sette giorni. Alla fine, la grafica vincente potrà essere acquistata dal negozio, stampate sulle magliette e pagata ben 300 euroni. </strong></p>
<p><strong>A questo punto è davvero difficile non votare la più bella. ( Se siete indecisi scegliete pure <a href="http://www.feeldude.com/?p=e&amp;m=113" target="_blank">FORD</a>)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br /></strong></p>
<p></p>
<p><!--adsense--></p>
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